Llewelyn Lloyd

Opere

Lloyd Llewelyn Pioppi sull’Arno 1921, olio su tavola cm. 36x27

Biografia

Lloyd Llewelyn (Livorno 1979- Firenze 1949). Nasce in una benestante famiglia di origini gallesi. Inizia a dipingere nella scuola di Guglielmo Micheli con Amedeo Modigliani, Oscar Ghiglia e Gino Romiti. I migliori del gruppo attirarono le attenzioni di Giovanni Fattori, e Lloyd fu uno di quelli che venne invitato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Qui entrò in contatto con i pittori macchiaioli come Telemaco Signorini e Adriano Cecioni, le opere di questo periodo hanno come soggetto i paesaggi e le marine di Livorno. Studia le opere dei maestri Quattrocento toscano. Espone per la prima volta nel 1897 alla Promotrice Fiorentina. Subisce l’influenza del divisionismo di Plinio Nomellini, uno stile che ebbe modo di sviluppare nel tempo, utilizzando come scenari naturali la Liguria (le Cinque Terre) e la Toscana. Diventa uno degli esponenti di punta del famoso Divisionismo toscano. L’infatuazione fu però breve, tanto che già al momento del suo soggiorno all’Isola d’Elba evidenziò un cambio di rotta nella sua pittura, che lo riporta su binari più convenzionali, ma le sue opere hanno adesso una materia smaltata, brillante di derivazione giapponista. I successivi trent’anni vennero vissuti in un crescendo di emozioni artistiche, prodotte dal numero elevato di rassegne a cui partecipò. 
Nel 1929  compone un importante saggio di storia dell’arte La pittura dell’Ottocento in Italia, in cui celebrava la figura di Giovanni Fattori e si soffermava sul debito virtualmente contratto dalle avanguardie artistiche (espressionismo, cubismo, futurismo etc.) nei confronti dei primitivi toscani (senesi) del Quattrocento. Le vicende pittoriche di Llewelyn Lloyd si conclusero nel 1944, quando venne internato nel campo di concentramento di Fossoli e poi in Baviera, per via delle sue origini gallesi. Nel 1945 tornò a Firenze.